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Ecco un altro pezzo tratto dalla mia enciclopedia preferita.
diceria: corrente di pensiero autosviluppata ed emergente dal popolo. E' nota con altri nomi, come leggenda metropolitana, teorema popolare o, piu' comunemente, stronzata. Le d. sono un fenomeno ancora attualmente studiato da chi non le ama (v. scienziato).I risultati delle ricerche a proposito sono ogni giorno piu' sorprendenti: recentemente e' stato dimostrato che le d. sono il piu' clamoroso esempio di sinergia idiotica, difatti non e' raro che da una massa di persone, composte anche (ma non solamente) da esemplari istruiti, possano generarsi conclusioni palesemente errate.

Le d. si esprimono spesso, ma non sempre, sottoforma di notizia appresa da un individuo solitamente non presente alla discussione (detto "terza parte"). Di fatto, il legame socialmente forte tra i partecipanti alla discussione, vanifica (apparentemente) l'obbiettivita' del singolo.

Talvolta, le dicerie si esprimono in forma piu' subdola: anziche' assumere il loro valore etimologico di "espressioni dette dalle persone", diventano teoremi popolari, ovvero conclusioni emergenti dal pensiero generale di un gruppo.

Ad esempio, un noto teorema popolare afferma che ognuno e' piu' intelligente di tutti gli altri. Fatto ovviamente impossibile... Ma fateglielo capire.

2 commenti:

pianetavivo ha detto...

Mai sentito la diceria che ognuno sia più intelligente di tutti gli altri.
Quindi non è "noto" -- o non lo era --.
Comunque il significato può essere vero, o meglio PER CERTI VERSI è vero.
Ognuno è più intelligente di tutti gli altri nel vivere (inclusi comportarsi e pensare) come vive (ecc.) esso (esso è neutro, giusto?). (Anche questo non è assoluto ma non sottilizziamo).
E' anche un teorema di un dotto sulle dicerie, e in questo senso è erroneo (nel senso che ho detto: quindi, non volendo sottilizzare, è giusto).

La "terza parte" fonte delle dicerie è solitamente assente. Come pure per le informazioni in genere: la fonte è assente. Normale.

Chiamerei dicerie le notizie di cui la fonte non è indicata, indipendentemente da quanto il contenuto sia condiviso=diffuso.

Io ho raccontato un sacco di dicerie essendomi dimenticato di un sacco di fonti.
Anche qui: per asserire con autorità accademica di essermene dimenticato dovrei indicare almeno qualche fonte dimenticata (di qualche diceria mia).
E' normale e suppongo sano dimenticare la maggioranza delle fonti, com'è vero che per camminare e per guidare bici e altre vetture non ricordiamo tutto il processo di apprendimento.
E' l'accademismo un guaio.
Altro guaio è prendere per oro colato (cioè per verità assodate, e/o per verità sia pur parziali ma ottenute personalmente) informazioni da altri che da sé.
Eppure le informazioni vengono soltanto da altri (non sottilizziamo; comunque anche il proprio corpo in quanto fonte di notizie è altro).

Suggerisco come antidoto riconoscere e ricordare che ognuno (ogni ente-momento, tantopiù le persone) ha un suo linguaggio, benché somiglia al proprio (i suoni somigliano, i gesti mimici somigliano, la FACCIA somiglia, la grammatica somiglia, grafia somiglia... anzi colla stampa sembra uguale! e col computer è "uguale").

AkiRoss' ha detto...

In realta' non e' una diceria, ma e' una triste convinzione comune.
Anche comprensibile, perche' non tutti sono in grado di affrontare l'intelligenza altrui in campo aperto... Insomma, e' normale che manchi un banco di prova e quindi si generi questo pensiero per la mancanza di riscontro.

i.e. posso gongolarmi nel trovare una soluzione brillante al problema, ma non necessariamente gli altri la troveranno brillante e non necessariamente trovero' brillanti quelle degli altri.

Interessante considerazione sulla "terza parte", e non solo concordo con quanto hai detto, ma aggiungo che piu' che altro, almeno per quanto mi ha riguardato fin ora, il problema piu' grosso e' che la diceria non e' corredata di dimostrazione, prova o quantomeno da un background credibile.

Sentirmi dire "un importante fisico ha detto che..." o sentirmi dire "einstein ha detto che..." o sentire "un tizio che conosco ha detto che..." in realta' fa poca differenza.
Ai miei occhi, e' solo un fatto di quanto facilmente mi ricordero' di quello che e' stato detto, e di quanto facilmente potro' trovar conferma da qualche parte.

In ogni caso concordo col dire che le dicerie spesso hanno una fonte ignota (piu' che assente dalla discussione nell'istante).
Anzi, ho assistito anche a dicerie (i.e. stronzate) dette e inventate dalle persone con cui stavo dialogando, che son diventate dicerie (fortunatamente non troppo diffuse) grazie alla notevole visibilita' di questi individui.

Grazie ancora per il commento.